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Dottorato di Ricerca

Un piccolo aiuto per chiarirsi le idee

I corsi di Dottorato di Ricerca costituiscono una opportunità (forse unica in Italia) di svolgere attività di ricerca. La durata è di tre anni, previo conseguimento della Laurea. Il percorso didattico prevede principalmente lo svolgimento di un Progetto di Ricerca di durata pari a quella del Corso di Dottorato, con relativa stesura di relazioni annuali e tesi finale.

I corsi di Dottorato di Ricerca sono regolamentati e ordinati dai singoli atenei. Ad esempio il Politecnico di Milano ha inserito nel suo ordinamento il raggiungimento minimo di crediti, questo per premettere di rendicontare annualmente le attività svolte del dottorando e di garantire il raggiungimento dei diversi obiettivi (stesura di lavori scientifici, partecipazione a congressi, seminari, scuole, partecipazione a corsi, attività di didattica, laboratori, etc.). L’accesso ai corsi di dottorato avviene a seguito di un concorso pubblico, il cui bando appare sulla gazzetta ufficiale e sul sito dell’ateneo. L’esame di ammissione consiste generalmente di due prove, una scritta e una orale, nel corso della prova orale il candidato deve dimostrare la conoscenza della lingua inglese. Le date dei concorsi sono generalmente diverse a seconda dell’ateneo e quindi anche l’inizio del dottorato stesso. Una volta ammessi al corso di dottorato viene assegnato un tutor e un relatore della tesi.

In generale, chi si inscrive a un corso di dottorato “ha l’obbligo di frequentare i corsi e di compiere continuativamente attività di studio e di ricerca nell’ambito delle strutture designate a tal fine secondo le modalità che saranno fissate dal Collegio dei Docenti”. Chi ottiene una borsa di studio ministeriale non può avere altri contratti di lavoro, mentre può accadere che vengano previsti posti in soprannumero, senza borsa di studio e con il pagamento di tasse e contributi. In questo caso la retta e la retribuzione può essere finanziata da enti esterni (CNR, Università, Ospedali, Istituti Scientifici, …), aziende private o altro. In alcuni casi il dottorando svolge la propria attività di ricerca presso l’azienda o l’ente finanziatore.


Dove sono attivati Dottorati in Bioingegneria

I Dottorati di Ricerca attivati dalle facoltà di Ingegneria in campo Biomedico, sono, secondo un elenco stilato nel settembre 2004 dal Gruppo Nazionale di Bioingegneria, i seguenti:

  • Bioingegneria (Milano)

  • Bioingegneria (Bologna)

  • Bioingegneria (Padova)

  • Bioingegneria e Bioinformatica (Pavia)

  • Bioingegneria, Ingegneria dei Materiali e Robotica (Genova)

  • Ingegneria Biomedica (Torino)

  • Robotica, Sistemi di Automazione Industriale e Bioingegneria (Pisa)

  • Ingegneria dell’Elettronica Biomedica, dell’Elettromagnetismo e delle Telecomunicazioni (Roma Tre)

  • Elettromagnetismo e Bioingegneria (Ancona)

  • Ingegneria dell’Informazione, curriculum in Bioingegneria (Trieste)


    Tutti questi Corsi di Dottorato fanno capo, all’interno della struttura accademica, a Dipartimenti che non sono specificatamente dedicati all’attività di Ricerca e insegnamento della bioingegneria, ma a dipartimenti per i quali la Bioingegneria rappresenta un’area di studio correlata. Tipicamente, infatti, i Dottorati di Ricerca elencati sono attivati dai Dipartimenti di Elettronica, Ingegneria dei Materiali o Ingegneria dell’Informazione all’interno dei vari atenei. L’unica eccezione è rappresentata dal Corso di Dottorato di Ricerca in Bioingegneria attivato dal Politecnico di Milano, che è appunto organizzato dal Dipartimento di Bioingegneria, attualmente unico dipartimento espressamente rivolto all’Ingegneria Biomedica in Italia.

    Le aree di ricerca sono molteplici e molto diverse l’una dall’altra. La biomeccanica, le bioimmagini, i biomateriali, l’informatica medica, l’analisi del movimento, la modellizzazione di fenomeni biologici, l’elaborazione di segnali, l’impiantistica sono solo alcuni esempi.

    Un possibile inconveniente prodotto dal fatto che la maggior parte dei sopra elencati Dottorati di Ricerca non siano organizzati da Dipartimenti di bioingegneria è la mancanza di un fattore di coesione e scambio culturale su metodi di indagine, reperibilità di materiale didattico, di letteratura scientifica e di strumenti di lavoro. Anche per questo aspetto, l’Associazione Italiana di Bioingegneria si propone come punto d’incontro per facilitare contatti fra Dottorandi e Ricercatori all’interno di uno stesso ateneo e fra le diverse strutture universitarie.

    È inoltre possibile che alcune facoltà non di Ingegneria abbiano attivato Dottorati in campi di studio molto vicini alla bioingegneria. Un esempio è rappresentato dal Dottorato di Ricerca in Tecnologie Biomediche che ha istituito la Facoltà di Medicina dell’Università Bicocca di Milano, al quale accedono tipicamente laureati in Farmacia, Medicina e Biotecnologie, accetta anche numerosi laureati in Ingegneria Biomedica.

    La collaborazione fra diverse Università, ad esempio ricerche congiunte fra diverse strutture accademiche, necessita di studenti di Dottorato che facciano da tramite fra i differenti gruppi di ricerca e quindi in alcuni casi vengono elargite borse di studio per dottorandi che dividano la propria attività fra più centri; tipico esempio riguarda gli studenti che hanno conseguito la laurea presso un Ateneo e svolgono la propria attività di ricerca presso un altra università (ne è un esempio la scuola Interpolitecnica).


    Come accedervi

    Proprio perché la regolamentazione dei corsi di Dottorato non è uniforme per tutti gli atenei si consiglia di chiedere informazioni e/o moduli presso le Segreterie degli Atenei a cui siete interessati, generalmente presso ogni ateneo esiste un ufficio che gestisce l’amministrazione e gli aspetti burocrati della scuola di dottorato.

    Come accennato, l’accesso avviene tramite un concorso pubblico (prova scritta e orale). È necessario il diploma di laurea di secondo livello (Master Degree, ovvero quello di 4/5 anni per il Vecchio Ordinamento, 5 anni per il nuovo), ma non è necessario possedere la laurea nello stesso ambito del Dottorato. Ad esempio laureati in ingegneria meccanica possono accedere a corsi di dottorato di Bioingegneria, così come laureati in ingegneria biomedica possono accedere a corsi di dottorato in informatica, piuttosto che di meccanica.

    Il superamento del concorso permette di ottenere una borsa di studio ministeriale o l’idoneità (nei casi di posti soprannumero) a cui generalmente è associata una borsa privata.

    Dal momento che il tutor e il relatore di una tesi di dottorato sono interessati al progetto di ricerca che assegnano al proprio dottorando, la fiducia e la stima verso il candidato sono forse gli aspetti più importanti. A parità di esito tra due prove sicuramente saranno maggiormente propensi per il candidato di cui sono stati relatori della tesi di laurea o che hanno conosciuto durante i corsi di studio. È bene dunque contattare i professori che offrono opportunità di ricerca prima del concorso, per farvi conoscere e per proporre eventuali progetti, collaborazioni, contatti. Questo rappresenta un aiuto anche per chi desidera intraprendere il dottorato, perché permette di conoscere personalmente la persona o il gruppo di ricerca con cui si lavorerà e soprattutto per poter capire meglio la portata del progetto che vi viene proposto. Può infatti accadere che proposte di ricerca ancora in fase di definizione non arrivino a buon fine. Se avete conseguito la laurea presso un ateneo diverso da quello in cui avete intenzione di accedere al corso di dottorato è sicuramente importante informarvi sulle attività di ricerca ad esempio leggendo i lavori scientifici prodotti dal gruppo in cui intendete inserirvi (questo vi permette di capire anche la qualità e la quantità di lavoro).


    Che sbocchi dà nel mondo del lavoro il Dottorato di Ricerca

    Nel mondo del lavoro manca ancora quella cultura e quel interesse che il titolo di Dottore di Ricerca (o PhD, Doctor of Philosophy) ha invece negli altri paesi. Tuttavia esistono alcune aziende in Italia, purtroppo pochissime, che svolgono attività di ricerca e quindi rappresentano uno sbocco interessante.
    È anche bene osservare che in generale nel mondo del lavoro sia in continuo aumento il numero di persone che una volta conseguita la laurea ottengono un master, i dottori per il tipo di attività svolta rappresentano in alcuni casi una alternativa più interessante. Per coloro i quali invece volessero intraprendere la carriera accademica, il Dottorato di Ricerca appare come un passo indispensabile per accedere ai passi successivi di tale percorso professionale, in cui il tipico avanzamento è il seguente: Laurea – Dottorato di Ricerca –Ricercatore – Professore Associato – Professore Ordinario, con relativi concorsi per passare di livello in livello. Accedere a ruoli accademici senza avere precedentemente ottenuto i titoli di Dottore di Ricerca e di Ricercatore è infatti quasi impossibile.

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